Al Salone del Mobile luci e suoni in un’App (al posto dell’interruttore)

 

Con un «sistema aperto» di illuminazione (e in futuro di suoni), dove la fonte luminosa può mettere di buon umore imitando il sole e la App prende il posto dell’interruttore, Artemide sfoggia per il Salone del Mobile di Milano la sua versione dell’Internet delle cose, secondo quanto scrive Italia Oggi. «Oltre il concetto tradizionale di lampada la grande rivoluzione sono i software, tecnologie grandi come un francobollo e diventate poco costose, capaci di gestire fino a 500 sistemi luminosi nell’ambiente dove la luce si propaga», dice Carlotta de Bevilacqua, designer e vicepresidente di Artemide. Le novità smart presentate in anteprima nello show room milanese di via Manzoni si chiamano Harry H. (omaggio a Il lupo nella steppa, il cui protagonista ha una doppia identità il giorno e la notte) e poi Quantum, moduli intermittenti a led caldi o freddi a scelta che introducono un’esperienza percettiva simile alla luce naturale. I designer che hanno concepito il sistema (Marco Brianza e Amedeo Cavalchini) mostrano con iPad alla mano cosa si riesce a regolare e programmare. Se ci sarà posto per il suono in queste luci tubolari intelligenti lo chiarisce de Bevilacqua: «Sì, arriveremo anche a questo, a un sistema aperto e a una luce terapeutica, di cui è impossibile fare a meno come la luce e l’acqua».

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